mercoledì 25 gennaio 2017

Una sentenza col botto. Stop alla surrogata senza legami biologici.


Stop alla surrogata senza legami biologici. Il vaccino contro le fake news del pensiero unico è poco conosciuto. Ma ora è necessario allargarne il contagio quando e "grazie" ad una sentenza della Corte Europea dei diritti di Strasburgo, lo scivolo etico, per qualche miracolo della natura, si raddrizza in favore della vita. Su Repubblica e Il Sole oggi potrete leggere di una sentenza Ue  che, ribaltandone una del 2015, toglie - la faccio semplice - a una coppia italiana il "loro" bambino surrogato" in Russia perché non ci sono le condizioni biologiche "minime" per costituirsi vita familiare. Che detto in volgare significa che poiché il piccolo non è geneticamente figlio almeno di uno dei due, solo del padre o solo della madre, questo è il caso della coppia italiana, non sussistendo un "minimo" di  patrimonio e/o legame biologico, quel bimbo non può essere figlio senza legami. Sia chiaro. La Corte non condanna e non si spinge oltre. Non condanna la pratica dell'utero in affitto. Ma almeno pone un freno al far west della surrogata e, in qualche modo, tutela la vita comprata riconoscendone una certa dignità e al suo diritto di conoscere, un domani, che dei due sia il vero genitore biologico.  Effetti di largo raggio. Sì' dunque all'allontanamento se non c'è legame biologico. E un plauso a questa una sentenza inattesa che non dimentica la dignità dei nascituri. Dopo tante sentenze anti-umane, forse c'è del buono anche nelle Camere Alte delle stanze europee.      
 a.c.        

martedì 24 gennaio 2017

Genitorialità omosessuale. Se la stampa è il nemico.


Fa bene Trump a inveire contro i giornalisti: "i giornalisti sono tra gli esseri umani più disonesti della terra" ha detto l'altro giorno nella sede della Cia. Ha ragione. Qualcuno di noi ha forse letto del caso dei due bimbi nati in Usa da madre surrogata, con ovociti acquistati e seme di una coppia di uomini italiani cui una sentenza della Corte d'appello di Milano riconosce figli di due padri ? Qualcuno ha trovato qualcosa nella stampa ? Tranne il "solito" Avvenire ? Qualcuno ha appreso che la Corte d'appello di Milano, la scorsa settimana, ha sentenziato su una coppia gay maschile che può veder riconosciuti come propri figli adesso due bimbi nati in California dal loro stesso seme ?  O di una (prima) donna pagata per aver ceduto lei, il suo materiale genetico – si dice così, no ?  o di una seconda donna che il grembo ha concesso per impiantare i due embrioni ?

E tanto per complicare la lettura o la situazione, qualcuno ha letto che i due bebè – per il diritto statunitense – risultavano fratelli, perché entrambi figli dei due padri ? Qualcuno lo ha letto ? Ma che volete. Così va il mondo dell'informazione. Adesso grazie alla maternità surrogata – vietata in Italia, ma anche questo è un dettaglio - i due gemelli cresceranno liberi e felici con due padri. Potenza del gender. Che ha affascina sempre più. Anche i nostri togati di secondo grado.
L'ultima parola adesso spetta alla giurisprudenza di legittimità. Di fondo rimane un'ipocrisia quella che poi i giudici o i giornalisti chiamano "migliore interesse del minore": ma quale migliore interesse di questi due bambini ci potrà mai essere se oggettivamente e biologicamente non potrà mai essere permesso loro di esprimerlo ? Il migliore interesse dei "bimbi" forse sarebbe quello di avere non due papà, ma due genitori normali. Ma questa è un'altra notizia.  E la stampa non pubblica cose che vanno contro il pensiero unico.   

giovedì 19 gennaio 2017

INFOETICA. ANCHE IL NEW YORK TIMES CERCA ABBONATI


Il testo e la pubblicità non bastano più. Ma non solo. La vita dei giornali ormai dipende dai lettori e dal giornalismo di eccellenza. Il che vuol dire da una informazione o contenuto di qualità. Lo scrive il Report 2020 del New York Times (Nyt), risultato di un gruppo di studio che ha analizzato lo scorso anno l'attività sulla carta stampata e sul digitale di uno dei quotidiani  più importanti al mondo. Il Nyt appunto. Più dei ricavi e dei click il report si sofferma sulla necessità di riformare la qualità dell'informaizone, più agile e più partecipativa. Con linguaggi e forme adatte ai lettori che devono diventare parte del racconto. Nessun accenno – da qui la delusione – invece alle cause vere della crisi della informazione d'oltremanica. La crisi di abbonati e lettori è prima di tutto crisi "etica".  Etica dell'informazione.  I continui attacchi di Trump vs le falsità dei media avrebbero dovuto, forse, far aprire di più gli occhi su un capitolo esiziale come quello della produzione di cattiva informazione o dis-informazione delle notizie. Che il Nyt adesso lanci l'allarme è importante, ma non sufficiente appare la scaturigine.

Antonello cavallotto

lunedì 16 gennaio 2017

Come i giapponesi. Ancora un annus horribilis


Come i soldati giapponesi. Vorrei essere come uno di quei soldati giapponesi riparati nella giungla, intrepidi, ostinati, irremovibili  Non ignari che la guerra, come diceva la propaganda americana attraverso megafoni, la guerra era finita, e finita da un pezzo. Ma non l'onore e i valori.  
Su questi, la battaglia è sempre cominciata. Gentiloni esce dall'ospedale e, voilà, eccoci serviti i decreti sulle unioni civili. Mancavano solo questi a perfezionare la legge sulle unioni civili. Attuativi dell'ultima spallata alla famiglia naturale. La resistenza è fiacca. Poche le voci contrarie. Segno che ormai le nuove disposizioni sono metabolizzate anche nel "nostro" esercito.

Forse in ossequio al politicamente corretto che ha obnubilato la mente dei "nostri". Festeggiano e avanzato i generali delle nozze gay e dell'educazione gender. Gioiscono sulla stampa. Su L'Unità la madre di tutte le battaglie omoparentali, la Cirinnà è scatenata e anticipa già le prossime battaglie: mercato della filiazione; adozione dei bambini arcobaleno e all'approvazione della legge Scalfarotto sull'omofobia.  
Gioisce anche la Fedeli, la neo-ministra con licenza elementare di uccidere le nuove leve di bambini da scolarizzare al gender. Insiste. Per avere una "buona" scuola bisogna inserire l'educazione di genere. Progetto di legge presentato già al Senato, quand'era – sic !- senatrice e chissà se proprio questo non le si valso lo scranno da ministra.
Troni gay, uguaglianza di tutti gli amori, bomboniere Wedding. E' partita la loro campagna di gennaio. Noi li aspetteremo nella giungla.



Antonello Cavallotto

      

giovedì 5 gennaio 2017

Bufale e fake-news. Con rispetto parlando.


Buon anno. Tutto bene ? Eccome. Grazie a Grillo, la stampa si accorge che l'informazione tutta, è malata. La sua informazione. Scandalo. Imbarazzi. Repliche. La FNSI – acronimo che sta per Federazione Nazionale Stampa Italiana –  reagisce a tutela della (mia) categoria. Ma tali strali  arrivano – scrive con coraggio Silvia Truzzi su il Fatto Quotidiano – solo quando c'è di mezzo il comico e non magari Renzi o Ilary. Cosa sarebbe accaduto se avesse la signora Clinton ? L'apoteosi del ruolo e dei mezzi di comunicazione sociale, social network compresi. Ma Illary non ha vinto e a noi, semplici commentatori da anni di questo sito, bruciano le ennesime e clamorose sviste o bufala date dai media sull'esito referendario inglese (Brexit) italiano e anche sulla vittoria di Trump. Ora come ben si capisce ci sarebbe veramente bisogno di infoetica.

Il presidente dell'Antitrust il prof. Pitruzzellis – e non Grillo – ha dichiarato sula scia del caso Grillo, al Financial Time – a proposito la notizia è passata in silenzio chissà perché – che circa la libertà di informazione devono essere i cittadini a scegliere a garanzia del pluralismo dell'informazione. L'emerito Presidente della Corte costituzionale ha anche appoggiato l'idea di finanziare solo quelle fonti di informazione che fanno e danno informazione oggettiva. A Le Monde il direttore Jerome Fenoglio  ha firmato un editoriale che allerta sui rischi di una informazione divenuta solo opinione. I fatti "non sono più fondamentali" ha scritto e "la ricerca della verità non è più un valore condiviso". Degenerazioni che noi di Biomedi@ diciamo da anni. Il cuore del funzionamento democratico rimane la credibilità dell'informazione. Per questo faccio appello a lettori e cittadini. Il loro livello di esigenza è il nostro miglior alleato. Ad ogni modo, buon anno anche a te, cara stampa. Non prendertela.    

Antonello Cavallotto

giovedì 22 dicembre 2016

Riconoscere le notizie sul web: corso di sopravvivenza

Terza parte

La titolazione acchiappa-social


Fondamentale per trarre in inganno è fare un buon titolo. Deve prendere l'emozionalità di chi legge e può farlo solo rappresentando una palese verosimiglianza. Dunque, spazio spesso a dichiarazioni farlocche (meglio se scritte con le virgolette) e dette da persone con una certa autorevolezza (seppur inventate, ma pur sempre rappresentanti di una categoria che, all'occhio di un pubblico medio, sia particolarmente attendibile).

Dunque, se si tratta di un politico (o di un personaggio noto) basta mettere il riferimento diretto con il cognome. Se è nota o particolarmente autorevole l'organizzazione, basta il nome della realtà per la quale si ha intenzione di farlo lavorare (ciò vale soprattutto per quanto riguarda realtà scientifiche che per un grande pubblico risulta essere qualificata e accreditata universalmente). Ecco, dunque, spazio al coinvolgimento di Nasa, dell'Esa, delle Università, dei Centri di ricerca.

Il titolo acchiappa-clic deve avere alcune caratteristiche
:

1) Il contenuto verosimile. Dunque, deve toccare alcune corde ben precise: un mistero "svelato", un dubbio chiarito o riferimenti a questioni di dominio pubblico talmente grandi da essere poi rilanciate viralmente.

2) Titolo eclatante. Deve essere incisivo, di poche parole, semplice, immediato. Deve colpire, dunque deve avere termini come "Rivelazione choc", "clamoroso", "stupefacente", "incredibile". Termini che raramente si trovano in un articolo ordinario, ma che in questo caso fanno subito presa.

3) "Guarda cosa succede": Solitamente si mette alla fine di un titolo, magari dopo una descrizione che sembra raccontare una azione di tutti i giorni. Per esempio: "Scende le scale con una torta in mano. Guarda cosa succede", oppure "Mangia due chili di ciliegie. Guarda cosa succede". Serve per alimentare i clic direttamente sul sito.

4) La promessa di una immagine o di un video choc. Sul web l'immagine è fondamentale: scatena la curiosità e la voglia di vedere e di vivere un particolare momento. Ecco perché è essenziale riportare questa informazione già nel titolo.

6) Deve colpire la pancia del lettore medio e, principalmente, suscitare indignazione (se legati alla politica o a fatti di cronaca) o curiosità (se legati a fatti della vita di tutti i giorni).

Giampiero Valenza
​ 

Riconoscere le notizie sul web: corso di sopravvivenza

Seconda parte

Come si può non credere a una notizia verosimile?


Donald Trump durante la sua campagna elettorale per le presidenziali americane ha usato una comunicazione particolarmente colorita. Dei messicani, tanto per fare un esempio, ha detto: "Quando il Messico manda qui la sua gente, non ci sta mandando il meglio. Non mandano te, o te (riferendosi al pubblico in quel momento presente, ndr). Stanno mandando persone piene di problemi, e queste persone portano i loro problemi qui da noi. Portano droghe. Portano crimine. Sono stupratori. E alcuni, credo, sono buone persone". Ma non si è fermato qui e ha lanciato l'idea di un muro antimessicani. Il Corriere del Corsaro – uno dei giornali fake - pensa di cavalcare l'onda di questo odio anti-Messico e titola: "Trump non riesce a contenere la vittoria e lancia una atomica sul Messico per festeggiare la vittoria". Se non per la bomba atomica – extrema ratio particolarmente improbabile – ha un elemento di verosimiglianza: l'esuberanza di Trump e il suo modo di fare .

Un esempio di notizia fake

Giusto per capire come viene scritta una notizia farlocca (che ha il sapore di satira) qui di seguito c'è un esempio preso dal Corriere della notte (la cui testata fa palesemente il verso al Corriere della Sera). L'articolo preso in esame è quello dal titolo: "Nasa annuncia: 'Esseri extraterrestri sono in direzione Pianeta Terra!'". Già dal titolo si può notare una delle palesi caratteristiche di una notizia fake: la verosimiglianza. Ma come si può ottenere? Uno degli strumenti è l'uso delle virgolette, cioè di una dichiarazione diretta da parte di un organismo attendibile. In questo caso, la Nasa (l'Agenzia spaziale degli Stati Uniti).

La notizia inizia così: "I funzionari della Nasa stanno segnalando quello che credono essere, esseri extraterrestri che viaggiano verso il pianeta terra e stima di arrivare qui il 26 dicembre 2016, i tempi di percorrenza calcolati sono quelli giusti. Questa è la prima volta nella storia che gli esseri extraterrestri vengono effettivamente avvistati e osservati con telescopi e onde sonore". L'attacco dell'articolo inizia proprio sottolineando questa operazione di verosimiglianza. Si cercano di dare alcuni dati certi (l'arrivo degli extraterrestri sul pianeta Terra in un giorno ben preciso) dimostrando anche con quale mezzo si sia arrivati a questa osservazione (con "telescopi e onde sonore").

L'articolo prosegue dicendo: "I funzionari dicono di aver catturato delle frequenze del suono degli extraterrestri in arrivo definite da loro come 'le loro voci'. 'Questo è forse la scoperta più sconvolgente, è stato dibattuto per secoli da se esistono davvero queste creature dello spazio, ma ora, siamo certi che esistono. Non sappiamo cosa aspettarci. Come vengono a guardare? Saranno in grado di comportarsi come animali o esseri umani? Potranno mantenere in pace o vorranno danneggiare gli esseri umani?', dice lo scienziato della Nasa Larry Fields". Qui si rafforza la politica persuasiva con un virgolettato che, tra l'altro, è reso ancora più verosimile anche da un nome ben preciso: quello dello scienziato.

Ma la politica persuasiva non finisce. "La possibilità che questi esseri esterni possono venire a fare del male è piuttosto elevato, secondo i funzionari della Nasa – si legge nell'articolo - Potrebbe scoppiare una quarta guerra mondiale? Una guerra nucleare tra umani e alieni? I funzionari non potevano visualizzare le caratteristiche fisiche degli esseri reali con le immagini del telescopio Hubble, ma solo il veicolo spaziale in cui si tratta di spostamenti. Ci sono sei astronavi totale in entrata e si ritiene siano le stesse dimensioni, circa la metà di un campo di calcio (come mostrato nelle immagini di Hubble Telescope sotto)". Qui vengono analizzati alcuni tra i dubbi che un comune lettore di questa notizia potrebbe avere (Potrebbe scoppiare una quarta guerra mondiale? Una guerra nucleare tra umani e alieni) e poi, alla fine, il colpo finale a ogni dubbio: le immagini del telescopio Hubble testimoniano come tutto ciò che è stato scritto sia veritiero.

Ma quali sono gli effetti di articoli del genere? Se fino a qualche anno fa la satira era maggiormente identificabile (due testate su tutte: lo scomparso Cuore e il sempre vivo e ormai culto per molti Vernacoliere), oggi i tempi di lettura si sono molto ridotti. E la fretta scatena procedimenti di interpretazione molto più impulsivi partendo da alcune parole (le 'parole chiave' che soprattutto nella titolazione incidono nella formazione dell'opinione pubblica.

Giampiero Valenza

Caro "titolista", non manipolare gli articoli

TPINEWS pubblica un articolo informativo intitolato: " Cos’è il nuovo gruppo parlamentare “Famiglia e Vita”, che vuole combattere contr...